Ancora grazie.
Abbiamo precedentemente visto come l’intuizione del fisico austriaco Christian Doppler ha posto le basi teoriche per la nascita dell’EcocolorDoppler. La deformazione degli ultrasuoni nell’attraversare il corpo umano consente la ricostruzione in immagini dei tessuti, vasi compresi. Otteniamo quindi informazioni sulla forma e il decorso dei distretti vascolari esplorati e sulla velocità del sangue contenuto. Un utile campo applicativo è rappresentato dall’EcocolorDoppler dei tronchi sovraortici ossia lo studio delle arterie del collo. Il precoce riscontro di problemi a carico di carotidi e vertebrali ne previene infatti una grave complicanza: l’ictus ischemico.
L’EcocolorDoppler dei tronchi sovraortici nel nome della prevenzione.
Spesso parliamo di prevenzione senza afferrarne il vero significato. Ci sottoponiamo a screening di varia natura (accertamenti ematici, monitoraggio pressorio) per ricercare la presenza dei fattori di rischio cardiovascolare. Come possiamo però renderci conto se sono già presenti alterazioni strutturali prima del manifestarsi di gravi complicanze? Lo studio EcocolorDoppler delle arterie del collo in particolare fornisce una risposta completa alle nostre esigenze di prevenzione. Individuato precocemente il problema possiamo intervenire rapidamente sui fattori di rischio, con un corretto approccio nutrizionale o farmacologico. Oppure modificando il nostro stile di vita, se inadeguato.
In completo rilassamento la diagnosi sullo stato di salute delle nostre arterie.
L’EcocolorDoppler dei tronchi sovraortici (ECD TSA) non necessita di alcuna particolare preparazione. Trattandosi di ultrasuoni può essere tranquillamente eseguito nelle donne in gravidanza e nei portatori di pacemaker. Il paziente viene fatto sdraiare supino su un lettino con l’operatore alle spalle. Esploriamo quindi le arterie nel loro decorso sui due lati del collo con una sonda ecografica. L’utilizzo del colore consente la visualizzazione del sangue in movimento. Negli apparecchi più recenti, in particolare, l’utilizzo di particolari filtri e scale cromatiche garantisce un dettaglio impressionante del profilo vasale.
La causa dell’ictus ischemico: stenosi critiche e ulcerazioni.
L’analisi della velocità di scorrimento del sangue nel vaso rileva invece le zone di pericolo, sede di un flusso turbolento. Possiamo dunque individuare i segmenti arteriosi dove potrebbero comparire le lesioni (le cosiddette placche) in presenza di fattori di rischio. Laddove queste alterazioni sono invece già presenti, una velocità elevata favorisce l’insorgenza di complicanze. Alte velocità producono l’instabilità delle placche con il possibile distacco di frammenti (embolizzazione), causa dell’occlusione di arterie cerebrali (ictus ischemico). Anche la presenza di irregolarità (ulcerazione) lungo il profilo della lesione ne aumenta ulteriormente il rischio di frammentazione. Il grado di riduzione della sezione del vaso prodotto dalla placca (stenosi) viene normalmente espresso in valore percentuale. In presenza di sintomi una stenosi carotidea uguale o superiore al 70% pone l’indicazione all’intervento. Nel caso di instabilità della placca e sintomi cerebrali recenti si interviene anche per gradi di restringimento inferiori.
Ma allora un EcocolorDoppler al giorno toglie il medico di torno?
Assolutamente no. La frequenza dell’esame, stabilita da protocolli rigorosi, dipende dalla positività o meno dello stesso. In assenza di problemi può essere tranquillamente ripetuto ogni cinque anni. In presenza di alterazioni vascolari si valuta l’entità delle lesioni e l’evoluzione dei fattori di rischio che ne sono la causa. Normalmente per stenosi carotidee superiori al 50% si ripete l’esame annualmente. Questo per poter opportunamente modificare la terapia in caso di peggioramento. Avvicinandoci ai valori critici se ne riduce solitamente la frequenza semestralmente. Da quale età ci si può sottoporre a questa indagine? Non esistono limiti. In linea generale se non sono presenti fattori di rischio cardiovascolare si può consigliare un primo controllo dopo i 50 anni. Un discorso a parte sono invece gli accertamenti da eseguire in caso di comparsa di vertigini e/o acufeni, come spiegato dettagliatamente in un altro articolo.